martedì 20 marzo 2007

La nostra storia

Il nostro Liceo è nato ufficialmente il 1 ottobre 1933 con il nome di Regio Liceo Ginnasio Giulio Cesare. L'infanzia è stata un po' travagliata, infatti, l' Istituto era diviso fra una Sede centrale, situata in piazza Indipendenza ed una succursale in un vecchio palazzo ottocentesco di via Cernaia. La popolazione scolastica che all' inizio era di 1200 alunni, divenne, di anno in anno, sempre più numerosa, creando notevoli difficoltà organizzative al primo Preside, il prof. Guido Rispoli. Esiste agli atti una fitta corrispondenza intercorsa tra il preside e il Governatore di Roma perché si intervenisse nel risolvere il problema di una nuova sede. I numerosi richiami alle Autorità competenti ebbero i loro frutti, il 28 ottobre 1936 Benito Mussolini, con una cerimonia solenne, consegnò l'attuale sede di Corso Trieste al Preside Rispoli. L'edificio era il non plus ultra dell'edilizia scolastica dell'epoca, dotato di aule ampie e luminose palestre con docce ed un locale, riservato alla "casermetta" dell'Opera Nazionale Balilla. C'erano gabinetti scientifici all'avanguardia e addirittura un impianto di radiodiffusione centralizzato. Durante la guerra furono poste in ogni classe sotto il Crocefisso le foto di ex alunni da poco diplomati che morirono in battaglia. Per tutto il Conflitto, l' Istituto si distinse per la solidarietà verso le Forze Combattenti, soccorrendo i soldati presso le stazioni Tiburtina e Termini, oppure inviando cospicue somme di denaro per i figli dei marinai della nave "Giulio Cesare" caduti in guerra. Dopo l'armistizio nel 1943, l' Istituto fu occupato da un reparto della divisione Piave e successivamente dai Tedeschi che razziarono tutto il recuperabile tra cui i sedili di pelle della Presidenza e l' impianto di radiodiffusione, demolendo perfino i bagni; con gli Alleati non cambiò la situazione della Scuola, requisita per scopi militari. Finita la Guerra, il Ministero dell'Assistenza postbellica, utilizzò le due palestre come ricovero per i senza tetto della zona. Solo nel 1946 la Scuola fu realmente libera di ricominciare l'attività didattica e subito si presentò il problema dello spazio vitale, causato dall' implacabile avanzata della Scuola Media Luigi Settembrini, nata dopo la riforma Bottai, dalle ceneri del nostro ginnasio inferiore. Il problema prebellico dello spazio diede vita ad accesi dibattiti fra la Presidenza ed il Comune che cercò di porvi rimedio con le più disparate trovate; prima fra tutte quella di deturpare la linearità architettonica della scuola con la costruzione di aule nel porticato e nel cortile.


sabato 10 marzo 2007

La violenza negli Stadi

martedì 27 febbraio 2007

Anche le pietre parlano italiano

Il 10 febbraio il nostro Liceo ha scelto di non dimenticare, di ricordare con una conferenza tutti coloro che persero la propria terra e la vita durante gli eccidi delle foibe. Nello spazio di due ore numerosi interventi si sono alternati per delineare con precisione l’operazione di genocidio portata avanti dalle bande armate titine al termine ed all’indomani del secondo conflitto mondiale, riflettendo al contempo sui silenzi della nostra classe dirigente e sull’importanza della Giornata del Ricordo. Noi pensavamo che proprio in occasione di questa giornata tutti i contrasti di fazione sarebbero stati messi da parte, ci illudevamo che gli studenti del Giulio nella loro totalità si sarebbero stretti intorno alla memoria di un evento gravissimo come la pulizia etnico/politica compiuta sul confine orientale del nostro Paese. Ma evidentemente ci sbagliavamo. Sia durante la conferenza che in seguito ad essa, prodi studenti di una ben nota lista, vessilliferi dell’odio politico più cieco, quello che non rispetta i morti e li fa oggetto di insulsa battaglia politica, hanno dato vita a scene a dir poco tristi, sorridendo mentre i relatori esponevano le cifre del genocidio e tentando di proporre una contro-verità rispetto a quella che la Storia ha ormai accertato, ovvero affermando l’assoluto predominio etnico e culturale della componente slava nella regione istriana, giuliana e dalmata. Vogliamo qui proporre una semplice riflessione: se fosse per questi signori oggi i martiri delle foibe non si ricorderebbero e si considererebbero – come per anni si è tentato di fare – morti di parte, come se tutti i caduti non fossero uguali nella sofferenza e nel sacrificio. Ci dispiace inoltre notare che alcuni docenti, prototipo dell’insegnate ideologizzato e foriero di odio politico, abbiano mostrato palesi segni di indifferenza verso l’argomento trattato il 10 febbraio ed addirittura tentato di boicottare la conferenza organizzata dagli studenti, adducendo futili argomentazioni di forma ed appoggiando platealmente coloro che per motivi di ideologia si sono battuti nel difendere e giustificare il feroce regime comunista di Tito, insieme ai silenzi ed alle gravissime complicità del Partito Comunista Italiano.Un ulteriore episodio di storia “anti” si è verificato nel nostro Liceo, ma noi non vogliamo infierire su persone che si comportano in modo così meschino, d’altronde non è corretto sparare sulla croce rossa…
Da "Onda d'Urto" num. TRE - periodico d'informazione di Testudo

sabato 10 febbraio 2007

L'esodo dei 350.000 Italiani

venerdì 9 febbraio 2007

Programma del "Giorno del Ricordo"


Programma "Giorno del Ricordo" - ore 9.00 Aula Magna

· Discorso introduttivo del Dirigente Scolastico 9.00

· Filmato sulla descrizione e la storia delle foibe 9.15

· Intervento e riflessione del prof. Scagliarini 9.30

· Le foibe: le vittime e la storia 9.40
di Francesco Ciaralli

· Tappe storiche dal ‘44 – ’52 9.50
di Matteo Benedini
· Tappe storiche dal ‘53 – ’75 10.00
di Luca Colavolpe

· Filmato sull’esodo dei 350.000 Istriani, dalmati e giuliani 10.10

· Il Giorno del ricordo: il rumore del silenzio 10.15
di Antonio Angelosanto

· Riflessione storica sul silenzio della classe politica italiana 10.25
di Francesco Ciaralli

· La storia di Norma Cossetto 10.35

· Filmato sulle terre di Dalmazia, Venezia Giulia e Istria 10.40

Spazio per il dibattito